Protagonisti del Festival

Massimiliano Aravecchia
Massimiliano Aravecchia (Sassuolo – MO, 1983) è laureato in letteratura francese, svolge attualmente un dottorato in French Studies presso la Western University a London (Canada), dove risiede. È stato segnalato o premiato in concorsi come Il lago verde, il premio Renato Giorgi e il premio Guido Gozzano, una breve scelta di componimenti è apparsa sulla rivista «Le voci della luna» nel luglio del 2009. Nel 2012 è uscito il suo primo libro, La valigia e il nome (L’Arcolaio).

Massimo Bacigalupo
Massimo Bacigalupo (Rapallo – GE, 1947) è docente di Letteratura americana e di Tecnica della traduzione presso la facoltà di Lingue di Genova. Regista, alla sua opera nel 2010, viene dedicata una retrospettiva dal Torino Film Festival. Tra gli autori americani e inglesi studiati e tradotti figurano Ezra Pound, Emily Dickinson, William Butler Yeats, Herman Melville, Seamus Heaney e Tony Harrison. Nel 1991 ha ottenuto il Premio Monselice per la traduzione letteraria per Il preludio di William Wordsworth e nel 2001 il Premio Nazionale di Traduzione. Attento esegeta di James Joyce, da anni coordina, nella ricorrenza del Bloomsday, una lettura pubblica di Ulisse in luoghi di Genova che ricordano la Dublino del romanzo.

Alessandro Bergonzoni
Alessandro Bergonzoni (Bologna, 1958) inizia le sue prime collaborazioni artistiche dopo la laurea in Giurisprudenza, cominciando a sviluppare i temi dell’assurdo comico, del rifiuto del reale e del gioco linguistico spinto al paradosso. Nel 1986 partecipa al programma televisivo, trasmesso da Rai Uno e condotto da Loretta Goggi, Il bello della diretta. A partire dal 1988 comincia un’epoca di frequenti collaborazioni televisive e radiofoniche, da Buona Domenica al Maurizio Costanzo Show a Babele, e comincia un’attività mai abbandonata di incontri con studenti universitari e liceali sui temi della comicità. Nel 1989 vince con Le balene restino sedute la Palma d’Oro di Bordighera come miglior libro comico dell’anno. Da questo libro prende vita l’omonimo spettacolo teatrale che porterà in tournée per oltre due anni. Nel 1991 inizia la sua collaborazione con Radio2 per la quale realizzerà oltre 140 episodi di tre serie di trasmissioni quotidiane di tre minuti ciascuna: Zitta che si sente tutto, Il vento ha un bel nasino e Missione sguazzino.
Per la band musicale degli Stadio elabora il concept e fornisce il titolo dell’album Siamo tutti elefanti inventati del 1991, scrive il brano L’appostamento per l’album successivo Stabiliamo un contatto, e inventa i titoli di molti dei dischi della band bolognese. Nel 1998  viene invitato dall’Istituto di Cultura italiana a Parigi per presentare una sintesi delle sue opere teatrali e nel 1999 pubblica il libro Opplero. Storia di un salto. Nel 2000 comincia una collaborazione con “La Casa dei Risvegli” di cui diviene testimonial. Nel maggio 2009 è stato invitato a parlare alla Oxford University Italian Society. Negli ultimi anni continua in un’inesausta attività teatrale, che lo porta in giro per l’Italia a partecipare a numerosissime manifestazioni culturali. Tra i suoi spettacoli più recenti, Predisporsi al micidiale (2004), Nel (2007) e Urge (2010).

Carlo Bordini
Carlo Bordini (Roma, 1938) è stato ricercatore presso il dipartimento di Studi storici dell’Università La Sapienza di Roma. Intellettuale militante, e poeta fortemente radicato nella Storia, si è sempre distinto per il carattere narrativo e a tratti cronachistico dei suoi versi. Alla fine degli anni Settanta cura un’antologia dedicata ai “poeti marginali” intitolata Dal fondo. I volumi in versi
più recenti sono Mangiare (Empirìa, 1995), Polvere (Empirìa, 1999), Pezzi di ricambio (Empiria, 2003), Sasso (Scheiwiller, 2008), e tra quelli di prosa Manuale di autodistruzione (Fazi, 1998), Gustavo, una malattia mentale (Avagliano, 2006). Nel 2010 esce I costruttori di vulcani (Sossella), che raccoglie tutta la sua opera in versi. È tradotto in diverse lingue, e gode di apprezzamenti in particolare in Francia e in America Latina.

Massimo Bubola
Massimo Bubola (Terrazzo – VR, 1954) inizia la carriera di autore e musicista nel 1976 pubblicando l’album Nastro giallo, con cui si fa conoscere e apprezzare anche da Fabrizio De André, che gli propone di scrivere assieme i brani, poi inclusi nel disco Rimini (1978). Del 1979 è il secondo disco solista di Bubola, Marabel, prodotto da Antonello Venditti. Con De André scrive nel 1981 i brani per l’album Fabrizio De André, mentre del 1990 è il grande successo Don Raffae’. Nel frattempo, Bubola continua a scrivere canzoni e a pubblicare album solisti: Massimo Bubola (1982), Vita, morte e miracoli (1989), Doppio lungo addio (1994). Nel 1995 è la volta di Amore e guerra, dove esegue suoi brani già interpretati da altri. La prolifica produzione da solista di Bubola lo porta a comporre negli anni Mon trésor (1997) e Diavoli e farfalle (1999). Del 2004 è Segreti trasparenti, mentre nel 2005 pubblica Quel lungo treno, concept album sulla Prima Guerra Mondiale, con riarrangiamenti di canti tradizionali alpini e pezzi inediti ispirati a quegli avvenimenti. Del 2006 è Neve sugli aranci, e nel 2008 esce Ballate di terra & d’acqua. Del 2013 è l’ultimo lavoro In alto i cuori. Oltre che con De André, Bubola ha collaborato con altri nomi della musica italiana: i Gang, Mauro Pagani e Fiorella Mannoia (interprete della celebre Il cielo d’Irlanda).

Pierpaolo Capovilla
Pierpaolo Capovilla (Arese – MI, 1968) è il frontman di One Dimensional Man, band indie-noise con la quale pubblica album importanti quali One dimensional man (1997), 1000 doses of love (2000, entrambi Wide Records), You kill me (2001, Gamma Pop), Take me away (2004, Ghost records), e con la quale dalla fine del 2010 ritorna in tour dopo anni di sospensione dell’attività, e nel 2011 pubblica l’album A better man (La Tempesta International). Negli ultimi anni, Capovilla è stato fondatore e trascinatore de Il Teatro degli Orrori, progetto noise-rock con il quale passa a comporre testi in italiano per album di successo come Dell’impero delle tenebre (2007), A sangue freddo (2009) e Il mondo nuovo (2012, tutti e tre con La Tempesta), grazie ai quali la band diventa un fenomeno di culto e si impegna in lunghe serie di concerti nei migliori club e festival d’Italia. Si esibisce da anni in reading eclettici dedicati a poeti “irregolari” e suoi punti di riferimento come Majakovskij, Delfini e Pasolini.

Chiara Carminati
Chiara Carminati (Udine, 1971) scrive e traduce libri per bambini e ragazzi, e conduce laboratori e incontri di promozione della lettura in tutta Italia. Laureata in Lettere moderne, ha conseguito il Diplôme d’Etudes Approfondies in analisi del testo all’Università di Aix–en–Provence. Specializzata in didattica della poesia, tiene corsi di aggiornamento per bibliotecari e insegnanti, in Italia e all’estero. Collabora con illustratori e musicisti in spettacoli e laboratori creativi, nei quali si intrecciano parole, musica e immagini. Con i musicisti della Linea Armonica ha realizzato gli spettacoli Parole Matte (poesia e filastrocche), Map (reading con videoproiezione), In viaggio con Mozart (lettura concerto), Quadri di un’esposizione (lettura concerto). Dal 1999 collabora con il Messaggero Veneto, curando in particolare “Il Club degli scrittori e dei lettori”, rubrica settimanale di corrispondenze letterarie rivolta a bambini. È tra i redattori di «Fuorilegge», la rivista on-line dedicata ai ragazzi e alle loro letture. Nel 2012 le è stato assegnato il Premio Andersen come migliore autrice.

Anna Maria Carpi
Anna Maria Carpi (Milano, 1939) ha studiato alla Statale di Milano lingue e letterature straniere, in particolare tedesco e russo. Ha insegnato letteratura tedesca all’Università di Venezia, di Milano e di Macerata. È una traduttrice molto nota di poeti tedeschi: tra i suoi principali lavori figurano Le poesie di Nietzsche (Einaudi, 2008), Frammenti e distillazioni di Gottfried Benn (Einaudi, 2004), A metà partita, Della neve ovvero Cartesio in Germania e Strofe per dopodomani (Einaudi, 1999, 2005 e 2011) di Durs Grünbein, Musica dal futuro, Più leggeri dell’aria e Chiosco (Einaudi 1997, 2001 e 2013) di Hans Magnus Enzensberger, Il coro del mondo di Michael Krüger (Mondadori, 2010) e il Meridiano di Heinrich von Kleist (Mondadori, 2011). Come autrice, ha pubblicato i romanzi E sarai per sempre giovane (Bollati Boringhieri, 1996), Il principe scarlatto (La Tartaruga, 2002), Un inquieto batter d’ali. Vita di Heinrich von Kleist (Mondadori, 2005), e le raccolte poetiche A morte Talleyrand (Campanotto, 1993), Compagni corpi (Scheiwiller, 2004), E tu fra i due chi sei (Scheiwiller, 2007), L’asso nella neve (Transeuropa, 2011). Nel 2013 sono usciti le poesie di Quando avrò tempo (Transeuropa) e il romanzo Il mio nome era un altro (Perrone).

Rossana Casale
Rossana Casale (New York – USA, 1959) entra al Conservatorio “G. Verdi” di Milano giovanissima studiando canto, percussioni e musica elettronica. Nel 1982 esce il suo primo singolo Didin firmato da lei stessa e da Alberto Fortis. Nel 1984, prodotto dalla PFM esce il suo primo LP Rossana Casale. Negli anni Ottanta partecipa diverse volte a Sanremo e pubblica gli album La Via dei Misteri (1987), A che servono gli Dei e Incoerente Jazz (entrambi 1989). Nel 1991 esce l’album Lo stato naturale, dove fonde le sue influenze jazz a sonorità etniche. Del 1993 è l’album Alba Argentina, mentre nel 1994 esce il suo primo lavoro totalmente jazz, Jazz in me. In questo periodo si dedica anche al musical, recitando in produzioni come Un Americano a Parigi in coppia con Raffaele Paganini, A qualcuno piace caldo con Alessandro Gassman e Gianmarco Tognazzi, e La piccola bottega degli orrori.
Nel 1996 esce album Nella notte un volo, nel 1999 Jacques  Brel in me, omaggio al cantautore belga, e nel 2000 Strani Frutti, dedicato alle interpreti “maledette” del ’900. Negli ultimi anni la sua carriera  continua tra nuovi album come Circo immaginario (2007), omaggi come Billie Holiday in me (2004) e ancora musical come Joseph e la Strabiliante Tunica dei Sogni in Technicolor (2005). Tra i  progetti più recenti figurano la composizione della colonna sonora e una parte nel musical Svegliati e sogna, e la partecipazione come vocal coach alla trasmissione televisiva X Factor.

Ann Cotten
Ann Cotten (Ames, Iowa – USA, 1982) ha vissuto dal 1987 a Vienna e dal 2006 vive e lavora a Berlino. Ha studiato germanistica, ed è traduttrice dal tedesco all’inglese e viceversa. Nel 2007 esce il suo primo libro di poesie dal titolo Fremdwörterbuchsonette (“Sonetti di parole colte e straniere”), per il quale ha ricevuto i premi Reinhard Priessnitz e Clemens Brentano. Il secondo libro, Florida-Räume (“Florida-Rooms”) è uscito nel 2010. Ha  curato e partecipato a numerose performance e reading poetici. Nel 2011 le è stato affidato l’insegnamento di Cultural studies all’Università di Nagoya in Giappone.

Simone Cristicchi
Simone Cristicchi (Roma, 1977) è un artista poliedrico, che mescola l’attività di cantautore a quella di performer in teatro. Esordisce aprendo i concerti di affermati artisti italiani, ma la consacrazione arriva nel 2005, con il fortunato singolo Vorrei cantare come Biagio, che lo proietta nei circuiti radiofonici e in testa alle classifiche. Lo stesso anno una pioggia di premi ne sancisce il successo di autore, dal Musicultura al Giorgio Gaber al Premio Mei, mentre il suo primo album, Fabbricante di canzoni, riceve critiche lusinghiere. Nel 2006 porta al Festival di Sanremo la canzone Che bella gente, nata nel clima del suo spettacolo tra teatro e canzone dal titolo Centro di igiene mentale, e vince la prestigiosa Targa Tenco. Centro di igiene mentale, intanto, diventa anche un libro pubblicato da Mondadori. Nel 2007 arriva il trionfo sanremese con la commovente Ti regalerò una rosa, storia dal microuniverso della follia che tanto lo appassiona. Nel 2008 si avvicina al mondo della musica popolare grazie all’incontro con Ambrogio Sparagna: nasce così il tour Canti di vino, amore ed anarchia che vede la stimolante collaborazione con il Coro dei Minatori di Santa Fiora. Nel 2010, ancora a Sanremo, è tra i protagonisti con il brano-tormentone Meno Male estratto dal suo terzo album Grand Hotel Cristicchi, mentre comincia a portare nei teatri Li Romani in Russia, monologo basato sull’omonimo libro di Elia Marcelli che racconta la tragica campagna di Russia. Nel 2011 vince il Premio Amnesty Italia con il brano Genova Brucia e assieme a Nino Frassica conduce il programma Meno male che c’è Radio 2. Sempre del 2011 sono i libri Dialoghi incivili e Santa Fiora Social Club. Nel 2012 pubblica da Mondadori Mio nonno è morto in guerra, e nel 2013 partecipa al Festival di Sanremo con i brani Mi manchi e La prima volta che sono morto; nel frattempo esce Album di famiglia, il quarto album di inediti.

Maurizio Cucchi
Maurizio Cucchi (Milano 1945) è poeta, critico letterario e traduttore, considerato tra i maggiori continuatori della “linea lombarda”. Laureato all’Università Cattolica di Milano, ha pubblicato diversi volumi di poesia, tra i quali Il Disperso (Mondadori, 1976), Le meraviglie dell’acqua (Mondadori, 1980), Glenn (San Marco dei Giustiniani, 1982, premio Viareggio), Donna del gioco (Mondadori, 1987), Poesia della fonte (Mondadori, 1993, premio Montale), L’ultimo viaggio di Glenn (Mondadori, 1999), Per un secondo o un secolo (Mondadori, 2003) e Vite pulviscolari (Mondadori, 2009). Oltre a diverse traduzioni da autori francesi, ha curato le antologie Poeti italiani del secondo Novecento (con Stefano Giovanardi) e Nuovissima poesia italiana (con Antonio Riccardi). Negli ultimi anni ha debuttato anche come narratore con i romanzi Il male è nelle cose (Mondadori, 2005), La traversata di Milano (Mondadori, 2007), La maschera ritratto (Mondadori, 2011) e L’indifferenza dell’assassino (Guanda, 2012). Nel 2013 è uscito il suo ultimo volume di poesie, dal titolo Malaspina (Mondadori).

Stefano Dal Bianco
Stefano Dal Bianco (Padova, 1961) è ricercatore presso l’Università degli studi di Siena. Si è occupato prevalentemente di poesia con lavori su Petrarca, Ariosto e sulla poesia italiana del Novecento. Ha fondato e diretto la rivista di poesia contemporanea «Scarto minimo» assieme a Mario Benedetti, Giulio Mozzi e Fernando Marchiori, nella quale si sosteneva il bisogno di una forma poetica antimusicale e  antiretorica. Ad Andrea Zanzotto ha dedicato grande attenzione nel suo lavoro critico, curando con Gian Mario Villalta il volume de I Meridiani Poesie e prose scelte (Mondadori, 1999) e nel 2011 l’edizione di Tutte le poesie di Andrea Zanzotto (Mondadori, 2011), e dedicandogli numerosi lavori saggistici. Come poeta ha pubblicato i volumi La bella mano (Crocetti, 1991), Ritorno a Planaval (Mondadori, 2001) e Prove di libertà (Mondadori, 2012).

Enzo Decaro
Enzo Decaro è il nome d’arte di Vincenzo Purcaro Decaro (Portici – NA, 1958). Laureato in Lettere moderne all’Università Federico II° di Napoli, fonda con Lello Arena e Massimo Troisi il trio comico La Smorfia. Debutta in televisione nel 1977 con lo show di Rai Uno Non Stop, cui seguono altri programmi come La sberla, Effetto smorfia e Come quando fuori piove. Sempre per il piccolo schermo, ha preso parte ai film Quando ancora non c’erano i Beatles, Gioco perverso, Il grande fuoco e Costanza. Nel 1998 è protagonista nella serie di Rai Uno, Una donna per amico, tra le prime fiction seriali di successo. Nel cinema intensa la sua attività sia come regista – ha diretto Prima che sia troppo presto (1982), Io Peter Pan (1989) e Ladri di futuro (1990) – che come attore – ha recitato in Scirocco (1986), Fiori di zucca (1988), L’amore molesto (1994) di Mario Martone, Le mani forti (1996) e Fiabe metropolitane (1997). Nel 1999 è ancora sugli schermi Rai con il programma Navigator, il film tv Il Cardinale, e la serie Tutti gli uomini sono uguali. Alla televisione sono legati i suoi principali recenti successi: dalla fortunata serie Una donna per amico a Lo zio d’America, da Padri a Ultimo rigore, da Madre Teresa al successo di Provaci ancora prof. Nel 2011 prende parte al progetto di Massimo Ranieri che riporta in televisione, su Rai Uno, la commedia di Eduardo De Filippo, recitando in Napoli Milionaria, Questi Fantasmi, Sabato, domenica e lunedì e Applausi e sputi. È stato autore e ideatore della trasmissione di Rai Uno Un poeta per amico, dedicata a Massimo Troisi. È direttore editoriale della collana di audiolibri edita da Verdechiaro.

Tommaso Di Dio
Tommaso Di Dio (Milano, 1982) vive e lavora nella sua città natale. É autore di Favole (Transeuropa, 2009), con la prefazione di Mario Benedetti. Ha tradotto una silloge del poeta canadese Serge Patrice Thibodeau, apparsa nell’Almanacco dello Specchio 2009 di Mondadori. Nel 2011 una scelta di suoi testi è stata pubblicata in La generazione entrante (Ladolfi Editore). Dal 2005 collabora all’ideazione e alla creazione di eventi culturali con l’associazione Esiba Arte, per la cui compagnia teatrale scrive testi. Nella sua città e in altre, partecipa agli incontri di poesia Fuochi sull’acqua.

Alba Donati
Alba Donati (Lucca, 1961) ha lavorato per Rai 3 e Rai Radio Tre ed ha tenuto per diverso tempo una rubrica di poesia sulle pagine culturali de «La Nazione». Attualmente ha una rubrica di poesia su «Saturno» il supplemento culturale de «Il Fatto Quotidiano». Ha pubblicato La Repubblica Contadina ( City Lights, 1997, Premio Mondello “Opera Prima” e Premio Sibilla Aleramo) e Non in mio nome (Marietti, 2004, Premio Diego Valeri, Premio Pasolini). Ha curato Costellazioni italiane 1945-1999. Libri e autori del secondo Novecento e di Maurizio Cucchi Poesie 1965-2000 (Mondadori, 2001). Nel 2013 esce il suo ultimo volume di versi, Idillio con cagnolino (Fazi).

Durs Grünbein
Durs Grünbein (Dresda – ex RDT, 1962) è una delle figure più autorevoli della poesia europea contemporanea. Ha intrapreso studi teatrali alla Humboldt-Universität di Berlino, poi interrotti per collaborare a diversi quotidiani e studiare numerose discipline scientifiche. Nel 1988 esce la sua prima raccolta di poesie, Grauzone morgens (“Zona grigia, mattina”), libro di culto che racconta per scatti la vita urbana nel periodo crepuscolare della Germania Orientale. Dopo la caduta del Muro di Berlino, ha viaggiato molto, visitando diversi paesi in Europa e Asia, e tenendo docenze temporanee in importanti università degli Stati Uniti. Gli anni Novanta vedono la sua definitiva affermazione come poeta, con volumi di versi come Schädelbasislektion (“Lezione della base cranica”, 1991) e Falten und Fallen (“Trappole e pieghe”, 1994). Nel 1995 viene insignito del Peter-Huchel-Preis e del Georg-Büchner-Preis, due tra i più importanti riconoscimenti letterari di area tedesca. Del 2003 è Von Schnee (Della neve), poema in forma epica il cui protagonista è Cartesio nei suoi ultimi mesi di vita, opera che suggella il dialogo inesausto tra Grünbein e i grandi pensatori del passato – dialogo per il quale, primo non filosofo, riceve nel 2003 il Friedrich-Nietzsche-Preis, e nel 2005 il Friedrich-Hölderlin-Preis. La sua opera comprende anche saggi di critica letteraria, testi per cataloghi di mostre, libretti per musica e traduzioni. In Italia sono usciti, tutti per Einaudi, A metà partita (1999), Il primo anno (2004), Della neve ovvero Cartesio in Germania (2005) e Strofe per dopodomani (2011).

Tony Harrison
Tony Harrison (Leeds – Regno Unito, 1937) è uno dei maggiori poeti inglesi contemporanei. Di famiglia proletaria, studia fino a laurearsi in Lettere classiche, e proprio il tema del riscatto tramite i libri è il tema centrale dei suoi esordi. La sua prima raccolta è del 1970 e si intitola The Loiners (termine che indica gli abitanti di Leeds) nel quale racconta le proprie radici, mentre del 1978 è The school of eloquence, dove più esplicita si fa la tematica di classe. Nel 1985 pubblica V., poemetto centrale nella sua opera e suo primo esperimento di “tv-poem”, ovvero una lettura preparata per la televisione e inscenata all’Holbeck cemetery di Leeds, dove il testo è ambientato. Alla messa in onda seguirono violente polemiche per il linguaggio forte che vi venne utilizzato, ma V. fu solo la prima di una lunga serie di produzioni in versi per la televisione. Appassionato di cultura classica, Harrison ha scritto numerose riletture di miti e tragedie greche, attualizzando le situazioni originali con riferimenti espliciti all’attualità, e ricevendo per queste sue riscritture importanti riconoscimenti. La capacità di raccontare in poesia i grandi eventi della storia è testimoniata, nel 1996, dalla sua collaborazione con il quotidiano «The Guardian», per il quale scrive poesie dal fronte bosniaco durante la guerra dei Balcani, veri pezzi di giornalismo in versi che raccontano gli orrori del conflitto. Nel 2009, per la sua attività teatrale, riceve il PEN/Pinter Prize, che va ad aggiungersi a numerosi premi di valore internazionale come il Geoffrey Faber Memorial, il Whitbread Poetry e lo European Poetry Translation.

Antonio Nesci
Antonio Nesci (1948) è nato in Calabria e vive da anni a Modena. A partire dagli anni Ottanta ha pubblicato numerosi volumi di poesia, tra i quali i più recenti sono Cenere di luna (ilfilorosso, 2002), Ciao, 29 febbraio, insieme a Giovanni Capucci, Gianpaolo Feriani, Bepi Sartori e Silvano Zorzi (2004), Esercizio di amore (I libri di Damoli, 2005), In zone lontane (ilfilorosso, 2006), e con i poeti del Circolo di poesia “La fonte di Ippocrene”, ha pubblicato tra gli altri Andata e ritorno (poesia di un treno) (Edizioni del Cerro, 2006), Prove di addio – Versi per un canto disperato alla luna (Edizioni dell’Aurora, 2010) e Andare per lune (Edizioni dell’Aurora, 2012). Sue poesie sono comparse inoltre su numerose riviste e antologie. Ha ideato, nel 1985, la Biennale di Poesia delle Scuole Primarie di Modena, in collaborazione con La fonte d’Ippocrene, che lo porta a parlare di poesia nelle scuole, curando poi numerosissimi volumi che raccolgono gli elaborati dei bambini coinvolti. Oltre all’attività nelle scuole, ha portato la poesia anche in luoghi “difficili”, come il reparto oncologico di pediatria del Policlinico Modena, la Casa di lavoro di Saliceta S. Giuliano e le Carceri di Sant’Anna di Modena, sempre raccogliendo il materiale scaturito da queste esperienze in numerosi volumetti.

Umberto Piersanti
Umberto Piersanti (Urbino, 1941) è docente di Sociologia della letteratura presso l’Università di Urbino, poeta, saggista e scrittore. Poeta dei luoghi e della memoria, ha pubblicato numerose raccolte di poesia a partire dagli anni Sessanta. Tra le più recenti vanno annoverate I luoghi persi (Einaudi, 1994), Nel tempo che precede (Einaudi, 2002) e L’albero delle nebbie (Einaudi, 2008). Sono uscite edizioni in Spagna e negli Stati Uniti delle sue poesie, e i suoi lavori sono stati premiati con alcuni dei principali premi letterari italiani, come il Camaiore, il Penne e il Frascati, fra i tanti.
Ha realizzato un lungometraggio, L’età breve (1969-70), tre film-poemi (Sulle Cesane, 1982, Un’altra estate, Ritorno d’autunno, 1988), e quattro “rappresentazioni visive” su altrettanti poeti per la televisione. Nel 2012 è uscito il romanzo Cupo tempo gentile (Marcos y Marcos).

Michele Placido
Michele Placido (Ascoli Satriano – FG, 1946) si è formato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e debutta in teatro nel 1970 nell’Orlando Furioso di Luca Ronconi. Dopo diverse esperienze teatrali e televisive, arriva il cinema con registi come Mario Monicelli, Luigi Comencini, Marco Bellocchio, Giuliano Montaldo, Carlo Lizzani e i fratelli Taviani, ma la fama arriva nel 1983 con il ruolo del commissario Cattani ne La piovra, fortunata serie televisiva diventata cult. Dopo questo successo, arrivano grandi ruoli nel cinema d’autore: da Mery per sempre (1989) di Marco Risi, a Giovanni Falcone (1993) di Giuseppe Ferrara, a Lamerica (1994) di Gianni Amelio, mentre iniziano le sue esperienze dietro la macchina da presa, da Un eroe borghese (1995) a Del perduto amore (1998). Come attore continuano le interpretazioni di prestigio in pellicole come Un uomo perbene (1999) di Maurizio Zaccaro, Liberate i pesci (2000) di Cristina Comencini, e nelle fiction televisive Padre Pio tra cielo e terra (2000) e Il sequestro Soffiantini (2002) diretta da Riccardo Milani, con il quale gira anche per il cinema Il posto dell’anima (2003). Negli ultimi anni compare in film come Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi, Le rose del deserto di Monicelli, Il caimano di Nanni Moretti, tutti del 2006, mentre come regista firma il successo di Romanzo criminale (2005), riprendendo la sua passione per i film sulla storia italiana, che sviluppa anche in Il grande sogno (2008), e Vallanzasca – Gli angeli del male (2010).

Marion Poschmann
Marion Poschmann (Essen – Germania, 1969) ha studiato germanistica e filosofia alle università di Bonn e Berlino, e attualmente vive e lavora a Berlino. Debutta nel 2002 con il volume di poesie Verschlossene Kammern (“Camere chiuse”) e con il romanzo Baden bei Gewitter (“Bagno con temporale”). In seguito ha pubblicato i volumi di poesie Grund zu Schafen (“Terreno per pecore”, 2005) e Geistersehen (“Vedere fantasmi”, 2010) e i romanzi Schwarzweißroman (“Romanzo in bianco e nero”, 2005) e Hundenovelle (“Novella dei cani”, 2008). Per la sua opera ha ottenuto nel 2011 il Peter-Huchel-Preis.

Theresia Prammer
Theresia Prammer (Austria, 1973) vive e lavora a Berlino. È traduttrice dall’italiano, e ha realizzato versioni tedesche di Eugenio Montale, Amelia Rosselli, Dino Campana, Pier Paolo Pasolini, Gabriele D’Annunzio e Clemente Rebora tra i principali, e ha dedicato un volume di critica in tedesco ad Andrea Zanzotto, dal titolo Lesarten der Sprache (“Versioni della lingua”). Ha pubblicato anche numerosi saggi sulla poesia italiana e di teoria della traduzione. Nel 2011 ha curato per l’Italia e pubblicato un’antologia sulle ultime generazioni di poeti berlinesi, dal titolo Ricostruzioni. Nuovi poeti di Berlino (Scheiwiller).

Giusi Quarenghi
Giusi Quarenghi (Sottochiesa – BG, 1951) è un’apprezzata autrice per l’infanzia e per ragazzi vincitrice nel 2006 del Premio Andersen. Dopo la laurea si occupa di cinema, cartoni animati, fumetti, pubblicità e televisione. Ha scritto molti volumi, tra i quali Anch’io ho un cane (Franco Cosimo Panini, 1992), Strega come me (Giunti, 1995), Un corpo di donna (Mondadori, 1997), Ragazze per sempre (Mondadori, 1999) , Manuale di buone maniere per bambine e bambini (Rizzoli, 2009) e Io ti domando. Storie dell’antico testamento (Rizzoli, 2010). La sua prima raccolta di poesie è Ho incontrato l’inverno (Campanotto, 1999), seguita da Nota di passaggio (Book, 2001, Premio Alghero Donna) e da Tiramore (Marsilio, 2006).

Antonio Righetti
Antonio “Rigo” Righetti (Modena, 1964) inizia la sua carriera nel 1986, entrando a far parte del gruppo reggiano dei Rocking Chairs, con i quali incide 4 album. Con la band suona in Italia e all’estero e collabora con artisti come Willie Nile, Robert Gordon ed Elliott Murphy. Dopo lo scioglimento della band nel 1991, collaborerà anche con artisti come The Gang ed Edoardo Bennato. L’incontro che lo renderà noto al pubblico è quello con Luciano Ligabue: è il 1994 quando il rocker di Correggio lo provina con i Clan Destino, e lo conferma quando il sodalizio con la band si interrompe e costruisce la sua nuova formazione. Righetti si trova così a suonare con i compagni dei Rocking Chairs Roberto Pellati e Mel Previte, con i quali porta avanti il side project «Mel Previte & the Gangsters of love». Con Ligabue Rigo inciderà tutti gli album da Buon compleanno Elvis in poi, prendendo parte alla maggior parte dei tour. Il sodalizio con Ligabue si interrompe nel 2008. Tuttavia, già dai primi anni 2000, Righetti aveva iniziato a costruire un percorso solista, pubblicando il mini-album Songs from a room (2005), nel quale emerge la passione per il sound americano e per il blues in particolare. Nel 2009 è uscito il suo secondo lavoro, dal titolo Smiles & Troubles. Il 2011 vede la pubblicazione del suo primo libro, Autoscatto in 4/4 (Damster) e la partecipazione assieme a Ligabue a Campovolo 2.0. Ancora nel 2011, esce il terzo lavoro solista, dal titolo Profondo basso, mentre l’anno successivo Righetti fonda una sua etichetta, la Rigo Records, per la quale stampa il suo nuovo lavoro solista, tutto in italiano, dal titolo Solo. Sempre nel 2012 entra a far parte della nuova band di Danilo Sacco.

Giulia Rusconi
Giulia Rusconi (Venezia, 1984) si è laureata in Lettere moderne all’Università Ca’ Foscari. Sue poesie sono uscite in varie riviste, tra cui «AbsoluteVille», «l’Immaginazione» e «clanDestino». La raccolta Distanze ha ottenuto il primo premio Teglio Poesia 2012 per la sezione Under 40 in italiano. Parte de L’altro padre ha vinto il primo premio Poesia Giovane 2011 di Fiume Veneto (Pn) ed è inclusa nell’antologia La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta (Ladolfi editore, 2011). Il suo primo libro è uscito con il titolo I padri per Ladolfi nell’autunno del 2012.

Mario Santagostini
Mario Santagostini (Milano, 1951) pubblica, a soli ventuno anni una prima raccolta intitolata Uscire di città (Ghisoni, 1972). Tappa successiva è la raccolta Il sogno di Agostino, uscita in un quaderno collettivo, e a suo modo premessa fondamentale al successivo e più ampio Come rosata linea (Società di poesia 1981). Successivamente escono L’Olimpiade del ’40 (Mondadori, 1994), L’idea del bene (Guanda, 2001), La vita (Lietocolle, 2004), Versi del malanimo (Mondadori 2007), A. (Lietocolle, 2011), Il vento, ma inteso come forma di vita (Quaderni di Orfeo, 2011). Nel 2012 è uscita una ristampa di Uscire di città, il suo primo libro, per le edizioni Stampa. Ha collaborato e collabora alle pagine letterarie e artistiche di vari quotidiani e periodici.

Giuliano Scabia
Giuliano Scabia (Padova, 1935), poeta, drammaturgo e romanziere, è stato per molti anni docente al DAMS di Bologna ed è un originale protagonista del teatro italiano. Dopo alcune collaborazioni con Luigi Nono, è stato uno degli iniziatori del Nuovo Teatro e l’ideatore di situazioni teatrali e comunitarie memorabili, come quelle dell’Ospedale Psichiatrico di Trieste (raccontata in Marco Cavallo, Einaudi, 1976), o quella con un gruppo di attori-studenti attraverso l’Appennino emiliano (di cui parla nel libro Il Gorilla Quadrumàno, Feltrinelli, 1976). Si è poi dedicato al ciclo del Teatro Vagante, un teatro raccontabile oltre che rappresentabile, recitato in piccole comunità che si formano per ascoltare seguendolo a volte in lunghe camminate nei boschi. Il lavoro sulla lingua compiuto attraverso la ricerca teatrale è confluito anche in romanzi come In capo al mondo (Einaudi, 1990), Nane Oca (Einaudi, 1992), Lorenzo e Cecilia (Einaudi, 2000), Le foreste sorelle (Einaudi, 2005). Nel 1995 ha pubblicato Il poeta albero (Einaudi), poesie e disegni (a trent’anni di distanza dalla prima raccolta, Padrone & Servo), e nel 2003 Opera della notte, libri di poesie in cui è racchiusa la forma più intensa del suo itinerario di scrittore. Nel 2012 è uscita la raccolta Canti del guardare lontano (Einaudi). È stato insignito di numerosi e prestigiosi riconoscimenti, come i premi Ubu e DAMS per il teatro, e il Metauro per la poesia.

Sara Tarabusi
Sara Tarabusi (Modena, 1972) si è diplomata all’Accademia Antoniana di Arte Drammatica di Bologna. Ha  acquisito il titolo di “Esperto di animazione teatrale” presso l’’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Nel 2003 si è laureata con il massimo dei voti e lode al DAMS di Bologna.  Nel 2004-2005 frequenta l’Accademia Drosselmeier per librai presso la Cooperativa Culturale Giannino Stoppani di Bologna, dalla quale nasce, insieme a Milena Minelli, il progetto della libreria specializzata per ragazzi Castello di Carta di Vignola. Svolge attività di attrice ed operatrice teatrale nell’ambito del teatro ragazzi. Realizza progetti di promozione alla lettura rivolti a biblioteche e  scuole di ogni ordine e grado. È formatrice sulle tecniche di base e avanzate di lettura ad alta voce. Collabora in progetti speciali e festival della lettura con i più importanti autori e illustratori italiani e stranieri per ragazzi fra cui Roberto Piumini, Bruno Tognolini, Fabian Negrin, Luigi Garlando  e Bernard Friot. 

Francesco Targhetta
Francesco Targhetta (Treviso, 1980) insegna come supplente materie letterarie nella sua città natale. Dopo aver concluso all’università di Padova un dottorato in Italianistica, durante il quale ha curato la riedizione de Gli Aborti di Corrado Govoni (San Marco dei Giustiniani, 2008), ha lavorato come assegnista a un progetto antologico sulla poesia simbolista di fine ’800. Ha pubblicato un libro di poesie, Fiaschi (ExCogita, 2009) e un romanzo in versi dal titolo Perciò veniamo bene nelle fotografie (Isbn, 2012).

Gek Tessaro
Gek Tessaro (Verona, 1957), maestro d’arte, è autore e illustratore di libri per bambini. Presenta regolarmente spettacoli in teatri, scuole e biblioteche in tutta Italia, ha partecipato a numerose manifestazioni culturali, e tiene letture animate e incontri per bambini, insegnanti ed educatori in tutta Italia. Animato da uno spirito provocatorio e da una sottile vena ironica, il suo lavoro è sostenuto da una grande passione per il segno grafico. Dal suo interesse per il disegno nasce “il teatro disegnato”, che sfrutta le potenzialità della lavagna luminosa. Tra i suoi libri più recenti Rimanere (Carthusia, 2012), La città e il drago (Lapis, 2012) e Io sono un ladro di bestiame felice (Il Castoro, 2013). Nel 2010 riceve il Premio Andersen per il miglior autore completo e nel 2012 per il miglior albo illustrato, e nel 2011 il Premio Nati per leggere.

Mariagiorgia Ulbar
Mariagiorgia Ulbar (Teramo, 1981) ha studiato germanistica e anglistica a Bologna, dove risiede, e si occupa di didattica delle lingue e traduzione. Ha pubblicato testi su riviste letterarie e le raccolte Arance di mezzanotte (ElitEdizioni, 1999), I fiori dolci e le foglie velenose (MEF, 2012) e Su pietre tagliate e smosse all’interno dell’Undicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, 2012). Ha pubblicato in edizioni tipografiche limitate il poemetto illustrato Osnabrück e le prime sei cartoline del progetto Poste/Poesie.

Vito
Stefano Bicocchi (San Giovanni in Persiceto – BO, 1957) in arte Vito si forma alla scuola di teatro «Alessandra Galante Garrone» a Bologna. Dopo gli inizi nei circoli bolognesi, con Patrizio Roveri e Syusy Blady approda in televisione negli anni Ottanta lavorando con Gianni Minoli e Antonio Ricci. Negli anni Novanta Vito perfeziona la sua “poetica della Bassa” con personaggi ispirati alla lunarietà di quelli descritti da Guareschi, Zavattini e Fellini, mettendo in scena spettacoli come Don Chisciotte o la Vera Storia di Guerino e suo Cugino con Enzo Iacchetti e Salone Meraviglia con Antonio Albanese e Tita Ruggeri. Al cinema arriva proprio con Fellini, partecipando a La Voce della Luna, e poi inizia un sodalizio con Alessandro Benvenuti col quale gira diversi film tra i quali Ivo il Tardivo, e partecipa anche a Radiofreccia di Luciano Ligabue e ad Asini di Claudio Bisio. È in teatro che Vito raccoglie le maggiori soddisfazioni, con lavori di grande impegno e successo quali Bertoldo, da Giulio Cesare Croce, e Don Camillo da Guareschi, con Ivano Marescotti, Il Grande Caldo, Piazzetta Bicocchi 57 e Il Venditore di Stuzzicadenti. In televisione partecipa a trasmissioni come Bulldozer e Tintoria, e ha dato vita ad un progetto con Gambero Rosso Channel dedicato alla passione di sempre, la cucina, con la trasmissione Vito con i suoi. Negli ultimi anni si è diviso tra teatro, televisione e cinema, recitando anche in Albakiara di Stefano Salvati, I vicere di Roberto Faenza e Tutto tutto niente niente di Giulio Manfredonia, con Antonio Albanese.

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