Dedicato a Giorgio Caproni e alle sue montagne, con Michele Serra, Enerbia e Giovanna Zucconi

A volte i luoghi di elezione non sono solo quelli di nascita. Alcuni si incontrano nel percorso della vita e si amano senza riserve. È stato così anche per Giorgio Caproni (1912 – 1990), uno dei principali poeti italiani del Novecento. Nativo di Livorno, ha immortalato la sua città natale nei versi del libro Il seme del piangere, e ha dipinto un’altra città importante per la sua biografia come Genova nel volume Il passaggio di Enea. Ha scelto poi Roma come città per gli anni della maturità e fino alla fine della sua esistenza. Tuttavia, un pezzo di cuore era rimasto altrove, in un luogo nel quale oggi riposa assieme alla moglie. Si tratta della Val Trebbia, un territorio che, seguendo l’omonimo fiume, si snoda tra le province di Genova e Piacenza.

L’amore di Caproni per questi luoghi sarà al centro dello spettacolo di chiusura di Poesia Festival, che si terrà domenica 27 settembre alle 18 alla Rocca Rangoni di Spilamberto. Dedicato a Giorgio Caproni è un recital dedicato al poeta con protagonisti l’autore e giornalista Michele Serra e gli Enerbia, formazione musicale che propone il repertorio dell’Appennino nord-occidentale, la zona cosiddetta delle “Quattro Province”, e con la partecipazione della giornalista Giovanna Zucconi.

Da cosa nasce l’amore di Caproni per questa parte di Appennino boscosa e appartata? Nel settore genovese della valle, e più precisamente nel paese di Rovegno fu maestro elementare della piccola scuola del paese nella seconda metà degli anni Trenta, conoscendo durante la sua permanenza anche Rina Rettagliata, che sposò nel 1938. Allo scoppio della guerra Caproni venne arruolato e inviato sul fronte delle Alpi marittime. L’armistizio dell’8 settembre lo colse invece a Loco, frazione di Rovegno, e Caproni, davanti al rischio di venire arruolato nelle milizie della Repubblica di Salò, decise di aggregarsi alle formazioni partigiane svolgendo essenzialmente civili («senza sparare nemmeno un colpo» ricorda il poeta). Nell’ultimo periodo della guerra fu l’unico maestro della scuola di Loco e svolse il compito di commissario del comune di Rovegno («qualcosa come sindaco» diceva lui stesso).

Dopo la fine della guerra si trasferì a Roma dove continuò a insegnare e divenne un’importante figura del panorama letterario, collaborando con testate giornalistiche e case editrici e pubblicando alcuni dei libri più importanti per la poesia italiana del secondo Novecento. Tuttavia la val Trebbia rimane la meta delle vacanze estive, durante le quali Caproni amava fare lunghe passeggiate fra i boschi – e proprio in questo scorcio di Appennino ligure è stato creato un sentiero dedicato al poeta.

Una corrispondenza “sentimentale” con questo angolo appartato d’Italia che ha lasciato tracce anche nell’opera di Caproni. È del 1938 il volume di poesie Ballo a Fontanigorda, che richiama nel titolo uno dei paesini che si trova lungo la SS 45 che attraversa la valle. Da questo libro ecco un piccolo assaggio dei versi dedicati da Caproni a queste montagne e a un abitante speciale: la moglie Rina.

Nei tuoi occhi è il settembre
degli ulivi della tua cara
terra, la tua Liguria
di rupi e di dolcissimi
frutti.

Sopra i monti spaziosi
le poche case disperse
invidiano il colore caldo
della tua pelle, all’ora
che fa nostra ancora per poco
la terra.

Almamegretta in The Sanacore Dub Live Sessions a Poesia Festival ’15

La rivista “Rolling Stone” lo ha piazzato al numero 36 nella lista dei 100 album italiani più belli di sempre. Non male, vista la concorrenza! Nel 1995 Sanacore fu l’album che lanciò definitivamente la carriera degli Almamegretta, una delle band di culto della scena underground italiana. Album dub, reggae, solare, dove i testi in napoletano si fondono perfettamente con le atmosfere africane, arabe e giamaicane che sono il marchio di fabbrica della band. Le diverse suggestioni musicali si compenetrano in un equilibrio unico, per un disco che a vent’anni dall’uscita non ha perso nulla del proprio fascino.

Gli Almamegretta saranno protagonisti del concerto Sanacore Dub Live Sessions all’interno di Poesia Festival sabato 26 settembre alle ore 22.30 in Piazza Caduti della Libertà a Spilamberto, per un momento di festa nel cuore della manifestazione.

Proprio in occasione dell’anniversario di questo capolavoro, gli Almamegretta hanno scelto di rivisitarlo mettendo a frutto le esperienze maturate oltremanica dei primi anni Duemila, durante i quali i musicisti della band napoletano sono entrati in contatti con le influenze dubstep nate a Bristol e dintorni.

Rivisitare oggi Sanacore non è solo un’operazione nostalgica e autocelebrativa: brani come la Sanacore, Nun te scurdà, ‘O sciore cchiù felice, Pe’ dint’ ‘e viche… sono ormai classici della musica italiana, oggi rivisitati in una nuova veste sonora. Perché se una bella poesia resiste anche alla traduzione, una bella canzone non teme di cambiare abito.

La notte della poesia: un omaggio all’Antologia di Spoon River a Poesia Festival ’15

Dopo cento anni dall’uscita in volume, il mito dell’Antologia di Spoon River è ancora vivo. Si tratta di uno dei libri di poesia più letti e che più ha toccato l’immaginario collettivo. Specie in Italia, diventata il “paese d’adozione” del volume più noto della ricca produzione in versi del poeta americano Edgar Lee Masters. Merito sicuramente dei molti artisti, specie nel mondo della musica, che vi si sono ispirati su entrambe le sponde dell’Atlantico. Per il pubblico italiano rimane una pietra miliare il disco di Fabrizio De André Non al denaro non all’amore né al cielo, che raccoglie nove canzoni ispirate ad altrettanti componimenti dell’Antologia.

A questo libro è dedicata idealmente “La notte della poesia” che si terrà a Poesia Festival a partire dalla mezzanotte di sabato 26 settembre presso lo Spazio Famigli di Spilamberto. A questo appuntamento per tira-tardi di Poesia Festival prenderanno parte i poeti Luca Ariano, Chiara Bernini, Giorgio Casali, Roberta De Piccoli, Valerio Grutt, Isabella Leardini, Alessia Natillo, Giuseppe Nibali, Valentina Pinza, Francesca Serragnoli, Stefano Serri e Mariadonata Villa, che si alterneranno al microfono per leggere componimenti propri e tratti dall’Antologia di Spoon River, in un’atmosfera notturna che restituirà la suggestione delle confessioni dall’aldilà dei personaggi di Masters. A intervallare le letture ci saranno gli interventi musicali di Gio Stefani, Michele Vignali e Angus Mc Og.

Ma perché in Italia ha avuto questo successo un libro così profondamente “americano”, le cui radici affondano nella realtà agreste di un Midwest intriso di cultura puritana, e quindi così lontano? Il mito dell’Antologia nasce con Cesare Pavese, appassionato studioso e “scopritore” della letteratura americana tra i tardi anni Venti e gli anni Trenta. Nel 1930, mentre stava dando gli ultimi ritocchi alla sua tesi di laurea su Walt Whitman (altro poeta di cui si parlerà a Poesia Festival ’15), Pavese riceve dal suo “corrispondente americano” Antonio Chiuminatto diverse novità importanti della letteratura statunitense. Fra queste c’è anche la raccolta di scarne elegie in forma di epitaffi di Masters. Pavese se ne innamora, ringrazia con entusiasmo l’amico, e ne scrive su alcune riviste. Anni dopo consiglia il libro a una giovane allieva, aspirante studiosa di letteratura inglese, la quale a sua volta ne viene elettrizzata: Fernando Pivano. È la stessa Pivano a raccontare il colpo di fulmine per quelle liriche senza fronzoli: «Quando [Pavese] mi diede i primi libri “americani” li guardai con grande sospetto. Ma l’Antologia di Spoon River l’aprii proprio a metà, e trovai una poesia che finiva così: “mentre la baciavo con l’anima sulle labbra, l’anima d’improvviso mi fuggì”. Chissà perché questi versi mi mozzarono il fiato. […] Non c’è dubbio che per un’adolescenza come la mia, infastidita dalla roboanza dell’epicità a tutti i costi in voga nel nostro anteguerra, la semplicità scarna dei versi di Masters e il loro contenuto dimesso, rivolto ai piccoli fatti quotidiani privi di eroismi e impastati soprattutto di tragedia, erano una grossa esperienza. […] In questi personaggi che non erano riusciti a farsi “capire” e non avevano “capito”, dal loro dramma di poveri esseri umani travolti da un destino incontrollabile, scaturiva un fascino sempre più sottile a misura che imparavo a riconoscerli; e per riconoscerli meglio presi a tradurli, quasi per imprimermeli nella mente».

Queste traduzioni furono ovviamente “scovate” dal maestro Pavese, che le propose a Einaudi per la pubblicazione. Per aggirare le limitazioni della censura sulle opere straniere (specie americane e inglesi), nel 1943 uscì una scelta di componimenti tradotti dalla Pivano con il titolo Antologia di S. River, fingendo che il volume contenesse i pensieri di un improbabile San River. Il libro fu presto sequestrato e subì alcune modifiche imposte dal regime prima di riapparire, ma nel frattempo era già nato un culto clandestino fra molti giovani antifascisti. Ciò che accadde in seguito coincide in buona parte con le vicende culturali dei movimenti giovanili dei decenni successivi alla fine della seconda guerra mondiale. All’America capitalista e imperialista si preferisce quella creativa e anticonformista che anche in letteratura irradia valori nuovi e differenti. E l’Antologia fa parte a pieno titolo di quei libri che hanno contribuito a costruire il mito di un’America come frontiera di un mondo che può cambiare. Oltre al disco di De André e alle numerose riduzioni teatrali e radiofoniche che ne sono state tratte, lo testimoniano l’oltre mezzo milione di copie che Spoon River ha venduto in Italia nel corso degli anni.

L’anteprima di Poesia Festival: prepararsi al festival per il verso giusto

Prima di buttarsi anima e corpo in una nuova edizione di Poesia Festival alcune serate per scaldare i motori. Come da tradizione nei giorni che precedono la manifestazione c’è una ricca proposta di anteprime per scoprire le nuove proposte del festival o per godersi un appuntamento speciale.

Si parte domenica 6 settembre presso la Piazza dei Contrari di Vignola con lo spettacolo L’amore e il flamenco, con Ugo Pagliai e il Mediterranea Quartet formato da Chiara Guerra (danza), Andrea Candeli (chitarra), Corrado Ponchiroli (canto cajon) e Michele Serafini (flauto). Lo spettacolo è a cura della Fondazione di Vignola, tra i promotori di Poesia Festival, in occasione dell’inaugurazione del restauro della Torre del Pennello della Rocca. L’amore e il flamenco è un percorso poetico tratto dalla tradizione spagnola e dedicato all’amore, con l’accompagnamento musicale del quartetto Mediterranea del maestro Andrea Candeli, letto e interpretato dal grande Ugo Pagliai, uno dei maggiori esponenti del teatro italiano.

Lunedì 21 settembre presso il MUSA di Castelnuovo Rangone serata speciale con due protagonisti della letteratura italiana, in omaggio ai temi dell’Esposizione Universale 2015. Saranno ospiti dell’anteprima di Poesia Festival il narratore Guido Conti, che in una conversazione condotta da Alberto Bertoni ripercorre il suo percorso di scrittore legato alla terra emiliana, che ha raccontato nei suoi romanzi e nelle sue monografie dedicate a scrittori come Giovannino Guareschi e Cesare Zavattini. A seguire Mariangela Gualtieri sarà protagonista di una lettura pensata per questo appuntamento, dal titolo Formula perché cresca la vigna. Poetessa bravissima nell’arte della recitazione di versi ad alta voce farà vibrare il pubblico del festival con una performance imperdibile.

Da martedì 22 settembre spazio a “Cantiere italiano”, la rassegna che Poesia Festival dedica agli autori emergenti del nostro panorama letterario. La prima delle due serate, che si terrà presso la Sala di Rappresentanza del municipio di Castelvetro di Modena, avrà protagonisti tre giovani autori che presenteranno i loro più recenti lavori. La forlivese Cléry Celeste sarà protagonista con La traccia delle vene (LietoColle, 2014), il palermitano Luciano Mazziotta con Previsioni e lapsus (Zona, 2014) e il fiorentino Bernardo Pacini con Per favore rimanete nell’ombra (Origini, 2015). Tre voci, tre personalità, tre modi di leggere il mondo: poeti che oscillano tra il realismo del quotidiano, il confronto con la tradizione e l’ironia come chiave di lettura del mondo.

Mercoledì 23 settembre secondo e ultimo appuntamento con “Cantiere italiano” presso la Rocca Rangoni di Spilamberto. A presentare i loro ultimi libri saranno il ferrarese Matteo Bianchi con La metà del letto (Barbera, 2015) e il modenese Marco Bini con Il cane di Tokyo (Perrone, 2015). Due autori emiliani che propongono personali riletture del genere lirico, alla ricerca di una chiave moderna e attuale per raccontare un tempo e una generazione.

Un carnet di appuntamenti da non perdere per ascoltare nuove voci, incontrare in un contesto speciale autori affermati o godersi uno spettacolo suggestivo in una magnifica piazza, in attesa che inizi Poesia Festival ’15.

Poesia Festival ’15: un nuovo viaggio alla scoperta della poesia

Fabio Bonetti, Tuffi, smalto e matita su carte, 2014

È online il programma di Poesia Festival ’15, undicesima edizione: dal 24 al 27 settembre la provincia modenese che si adagia ai piedi del primo Appennino sarà lo scenario per l’ormai tradizionale rassegna di inizio autunno dedicata alla poesia e ai poeti dell’Unione Terre di Castelli (nei comuni di Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto e Vignola) e dei comuni di Castelfranco Emilia e Maranello. Voci che testimoniano quanto la poesia sia uno strumento prezioso e malleabile, in grado di parlare alle donne e agli uomini del nostro tempo. Un festival che parla di poesia e di un intero territorio ricco di bellezza, gastronomia ed eccellenze produttive.

I poeti Franco Loi, Umberto Fiori, Aldo Nove, Milo De AngelisLivia Candiani e l’editore e traduttore Nicola Crocetti saranno tra i principali protagonisti dell’edizione 2015 di Poesia Festival; a conferma di una vocazione internazionale contribuirà la presenza di Michael Krüger, poeta tedesco la cui opera in versi riflette sulle perdite e lo spaesamento del cittadino globale con raffinate e ironiche analisi.

Inoltre il Giro d’Italia della Poesia, una rassegna che punta a utilizzare la poesia come lente di ingrandimento per leggere le città e i luoghi della Penisola, presenterà al pubblico numerose importanti voci del panorama italiano. Ai poeti di oggi faranno da controcanto le esibizioni dedicate a grandi maestri del passato e spettacoli in bilico tra verso e performance: saranno a Poesia Festival Luis Bacalov e Cosimo Damiano Damato con Cinema Soundtrack, il cantautore Dente nella doppia veste di scrittore e musicista, i Têtes de Bois con un omaggio a Leo Ferré, Paola Pitagora che darà voce al Leopardi “privato” attraverso rari documenti e corrispondenze, Giovanni Lindo Ferretti narratore delle sue storie d’Appennino e Michele Serra che assieme al gruppo folk degli Enerbia ricorderà la figura del poeta Giorgio Caproni, un protagonista della cultura italiana del secondo Novecento.

Una manifestazione come Poesia Festival ambisce a riportare al centro di una comunità la poesia, intesa come genere letterario e come stato d’animo, cercando di comunicare l’unicità di un linguaggio che attraversa i secoli e senza eccedere in specialismi. Un’occasione, Poesia Festival, pensata per concedersi una pausa di qualità dal quotidiano sgretolarsi del senso delle parole e delle cose. Una festa cui tutti sono invitati a partecipare, armati solo di una sana curiosità e magari di un taccuino per appuntarsi le prossime letture!

Poesia Festival è un modello di festival diffuso originale, che per quattro giorni anima otto comuni, uniti nell’intento di offrire al pubblico un momento di scoperta, apprendimento e un intrattenimento di qualità completamente gratuito.