Giovanni Fantasia

Introduzione alle città

come si incardina alla mano la valigia, o il giornale,
quando sverni alle città
- i fogli di inchiostro odoranti mattina,
un caffè che stinge amaro in bocca,
arricciare un biglietto nel cavo di una tasca-
è come
il cristallino di un’acquasantiera
nelle ombre minerarie al duomo:
ha tatto di dolce la croce,
è salata, invece, l’acqua.
oppure partire coperti di notte
e si albeggiano zitti i vagoni
e città insonnolite hanno fiato profondo per te.
o riallineare i pensieri di sé
sopra i verdi di un arno qualsiasi
e dentro discutersi e
non lasciarsi ancora
ai sedili di ovatta del taxi
e città incanutite hanno fiato profondo per te.
o città intermittenti hanno fiato profondo per te
nei cunicoli di traiettorie incrociate ai binari
il barlume argentato dei distributori di cose
il taglio di marzo assolato a salire le case
un autobus muove un barrito
e ci si consegna a un esilio stanziale
a città inanimate
hanno fiato profondo per te.



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