Marco Po

Vite emorragiche

Fumi troppo (morirai di cancro ai polmoni)
bevi troppo (sarà allora al fegato)
ti droghi troppo (un'overdose ti seppellirà)
ami troppo (forse un infarto)
leggi troppo (ti suiciderai).

Ma se vivi troppo, di cosa puoi morire?

Oggi che gli uffici sopravvivono alle persone
(basta cambiare la targhetta)
e i letti durano più dei matrimoni
(tecnologia industriale),
gli scrittori più dei loro libri (esigenze di mercato),
i bambini più della voglia di un figlio (può capitare)

e i mutui ben più dei sogni
di quando hai vent'anni
(lotta impari),
di cosa puoi morire?
Oggi che vedi mille inconsci lussati
(mille cani di pavlov)
mille vite da latte sgozzate
sull'altare del mercato,
vite che seccano al sole vite emorragiche
vite come un taglio alla giugulare:
ci vorrebbe, non credi,
qualcuno che ci ficcasse un dito
dentro e bene a fondo
per non farci morire.
Ma c’è dell’altro:
c’è una biennale in ogni città,
perdio. Basta guardare.



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