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Linda Barbieri
PENSIERO PROFANO
Suprema distesa di buio, paradiso degli angeli, autostrada degli uccelli… Cielo;
mio diritto, ancora, penso.
Io donna di lacrime, salice piangente, vaso svuotato dalle acque. Vuoto?
Se Dio c’è m’ignora.
Cuore… Piastra di metallo, nocciolo nel frutto, ago nella pelle.
Io donna di sapone, creo bolle colorate. Vuote? Mi consumo.
Mi sono da specchio, non dura amore se non il tempo di una bolla.
Ecco i giochi tornare alla mente. La settimana disegnata in cortile,
e il nascondino, e il fiato in gola, e l’odore di sudore e il sangue sulle
ginocchia sbucciate e…
E io finalmente donna bambina, etereo edificio di porcellana,
immancabile solidità.
Eternamente.
Allora vaso ricco d’acqua, bolle di sapone e di sogni volano alte,
via da me, pur sempre mie.
La volta celeste ora rischiara;
consapevole di chiudere gli occhi e di tenerle in mano, le bolle.
Io donna di roccia, lama tagliente, pianta rampicante.
A testa in giù con i piedi per aria.
Se Dio esiste è qua, in questo momento.
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