Francesco Bagni

Ritornello cabalista

La signora ha fatto un viaggio in Oriente
villaggio turistico o contadino, locale o globale; il ricordo
è un vociare confuso di persone e mezzi in un cortile
una sorta di piazza comunale. E’una cagnara di cinesi
in campagna; signora segna Cagliari.
Un parente varesotto ha curiosità precise. Più su
oltre i tremila metri la testa ha un po’ girovagato. Tra gli aerei
e le formiche si vedevan piccole colline di rami intricati, fatte da mani
del posto. Bandierine buddiste abbandonate alla brezza;
signora segna Bari.
“L’amica mia Loretta riteneva quasi tutto sudicio; a me l’igiene
non mancava mai. Solo un po’ il televisore, che si vede il mondo
anche dietro inutili ricette.” Vino pignoletto per penne al pesto di pinoli;
signora segna Palermo.
Per Amica segna diciassette. Caduto inutile lo sforzo di amar tutto
come un’accumulazione, a una montagna di esperto cuore sprovveduto
preferiva un soffio sordo di numeri pescati a caso
dal calendario di famiglia. E dal telefono scandisce:
“se stasera non gioco Cagliari, perdo la situazione?”



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