Diecimila per i poeti
Successo oltre le aspettative
Sono stati più di diecimila gli spettatori dei tanti eventi di Poesia festival...

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Alla scoperta
delle Terre di Castelli
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Concorso di poesia
   
Prima edizione
Dal 29 settembre al 2 ottobre 2005

Unione Terre di Castelli in provincia di Modena:
Castelnuovo Rangone
Castelvetro di Modena
Savignano sul Panaro
Spilamberto
Vignola

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In collaborazione con
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Media partner
Alla scoperta delle Terre di Castelli

Cinque Comuni: Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, hanno dato vita all’Unione Terre di Castelli per meglio governare un territorio in cui storia, socialità e tradizione si sposano con la bellezza dei paesaggi.
Un territorio popolato da persone ospitali e vivaci, la cui vitalità si esprime attraverso un’incredibile ricchezza di eventi culturali e feste durante tutto l’arco dell’anno, mantenendo alto il livello di attenzione e cura del patrimonio culturale.
In queste poche pagine, vorremmo dare, a chi per la prima volta si addentra nelle Terre di Castelli in occasione di
Poesia festival, qualche utile indicazione per la conoscenza dei luoghi.


Castelnuovo Rangone

Il piccolo centro storico è stato recentemente recuperato attorno alla Torre medievale, uno dei simboli dell’identità cittadina. A metà tra il Municipio e la Chiesa, si trova la statua del maialino, piccolo “monumento” in bronzo all’animale-simbolo della qualità del lavoro delle tante aziende locali, maestre riconosciute nella lavorazione delle carni suine.
Castelnuovo ha dedicato, primo Comune in Europa, un parco a John Lennon, «poeta, musicista e pacifista», sede di eventi, concerti e iniziative culturali. Di fronte si trova il parco di lettura Il Giovane Holden, collegato alla biblio-mediateca di prossima apertura, all’interno di Villa Ferrari. Sparse per Castelnuovo le Bacheche letterarie, sono lastre di vetro che ospitano testi, poesie, canzoni d’autore. Il parco Sandro Pertini è illustrato dalle tavole a fumetti di Andrea Pazienza e da poesie di Edoardo Sanguineti.
Nel grande parco Rio Gamberi c’è la Collina delle Fiabe, con le sagome dei personaggi realizzate da Emanuele Luzzati, cittadino onorario di Castelnuovo Rangone.
Gli amanti delle due ruote possono percorrere la strada Jack Kerouac, un tratto della pista ciclabile Modena-Vignola.
La frazione di Montale è uno dei siti archeologici più noti dell’Età del Bronzo. Qui sorge il Parco archeologico della Terramara, vera “scuola-museo” all’aperto dove i visitatori possono cimentarsi con le attività artigianali e quotidiane delle genti della civiltà terramaricola. Sempre a Montale, un parco è stato dedicato all’artista e designer Bruno Munari.


Castelvetro di Modena

Il cuore del paese, patria del vino Lambrusco Grasparossa e bandiera arancione per l’ospitalità turistica, è Piazza Roma, sulla quale si affacciano il Palazzo comunale, le Torri dell’orologio e delle prigioni e il Palazzo Rinaldi. Al centro una pavimentazione in lastre bianche e nere forma una scacchiera, teatro di partite di dama vivente in occasione di rievocazioni storiche in costume, legate alla permanenza in paese di Torquato Tasso.
Castelvetro ospita il Mercurdo, mercato dell’assurdo, manifestazione internazionale dedicata ad artisti e comici del non sense. Oggi, in paese, esiste anche il Musa, museo dell’assurdo, il cui patrimonio di opere d’arte si arricchisce anno dopo anno.
Nel 2004 è stata conferita la cittadinanza onoraria al cantautore e scrittore Francesco Guccini.
Di particolare interesse sono i diversi oratori sparsi sul territorio, tra cui spicca l’oratorio di San Michele, tra i torrenti Guerro e Nizzola, a metà strada tra Levizzano e Castelvetro. A Levizzano, frazione di Castelvetro, troviamo il Castello, eretto prima dell’anno mille e la Torre matildica. Ai piedi del Castello è stato recentemente recuperato il Cimitero napoleonico, suggestiva sede di concerti. Particolarmente interessante il santuario di Puianello, dedicato alla Madonna della Salute. Alla Chiesa, oltre che in auto, è possibile accedere anche attraverso un viale-gradinata, fiancheggiato da cipressi. Una volta raggiunta la Croce, il punto più alto della zona, si può ammirare uno splendido panorama delle campagne circostanti.


Savignano sul Panaro

Di particolare interesse è il borgo medievale di Savignano alto. La strada di accesso al Castello è pavimentata in ciottoli di fiume. Dopo il torrione, che sovrasta il primo voltone, si snodano edifici costruiti sulle antiche mura castellane: la Casa del capitano, che presenta tracce di affreschi e le case successive, molto caratteristiche, che furono edificate su una cinta muraria interna. Proseguendo attraverso una scala di mattoni, si giunge al sagrato della Chiesa, circondato da un robusto muro che è quanto rimane dell’originario nucleo della Rocca.
La zona che fiancheggia la strada Bazzanese è di notevole interesse per la concentrazione di grandi querce, testimonianza di un passato in cui la bassa collina era ricoperta di boschi. Dal centro storico di Savignano, parte infatti l’itinerario detto «la via delle querce».
Al Centro civico, in località Doccia, c’è il Museo paleontologico dell’elefante, che prende il nome dal reperto fossile di Archidiskodon gromovi, unico esemplare autoctono della Val Padana. Per le visite telefonare alla Biblioteca comunale al numero 059 731439.
Nel territorio di Savignano fu trovata nel 1925 una delle più note veneri preistoriche d’Italia, la Venere detta appunto di Savignano, immagine femminile di fertilità, custodita al Museo Pigorini dell’Eur a Roma.
Oggi Savignano si caratterizza anche come uno dei primi e più attivi comuni italiani impegnati per la cultura della legalità, contro le mafie, a sostegno dell’associazione Libera di Don Ciotti e Rita Borsellino.


Spilamberto

Durante i restauri del Torrione medievale (inizi XIV secolo) fu scoperta una cella con muri ricoperti da iscrizioni: un diario tenuto da un prigioniero, tal Messer Filippo, amante dello «stil novo», che, leggenda vuole, prima di morire, abbia fatto udire un lamento che echeggia nelle notti estive. A piano terra del Torrione c’è l’Antiquarium, mostra permanente di archeologia del fiume Panaro. Per le visite telefonare al numero 059 789964.
Opposta al Torrione è la Rocca Rangoni (inizi XIII secolo, ma più volte modificata). Diventata abitazione della famiglia Rangoni dal 1650 fino a oggi, è stata quest’anno acquisita dal Comune assieme al suo grande parco centenario che arriva ad affacciarsi sul fiume Panaro.
Una delle strade più antiche e caratteristiche di Spilamberto è via Obici con i suoi portici, le sue “canòle” e l’osteria. Un vicolo che attraversa l’antica via è stato forse il primo in Italia dedicato a Fabrizio De Andrè.
Tanta storia, ma anche tanta natura. Gli amanti delle passeggiate a piedi o in bicicletta possono seguire il percorso Natura che fiancheggia la riva del fiume Panaro fino a Vignola, oppure la pista ciclabile sul tracciato della vecchia ferrovia. Percorsi sicuri, da cui ammirare la campagna con i suoi alberi da frutto, le siepi alte e basse e le piante autoctone.
Imperdibile il Museo del Balsamico Tradizionale, all’interno della settecentesca Villa comunale Fabriani, che ospita anche la sede della Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Per visite guidate e assaggi al Museo telefonare al numero 059 781614.


Vignola

Vignola è conosciuta nel mondo per le sue ciliegie a cui si dedicano feste e sagre, tra cui quella splendida della fioritura, che si svolge tutti gli anni tra aprile e maggio.
Situata nel cuore del centro storico, a dominare il fiume Panaro e la valle, la Rocca è il simbolo della città. Le sue origini sono antichissime: è citata già nel IX secolo. Sorta come struttura difensiva, con la signoria dei Contrari, ha assunto, nei secoli, le funzioni di dimora residenziale. Al suo interno sono visitabili diverse sale che prendono il nome dai motivi degli affreschi, la cappella, gli alloggi degli armigeri (poi diventati prigioni) e i camminamenti di ronda che collegano le tre torri. Dal cassero si può ammirare lo splendido panorama del centro storico e delle campagne. Per le visite telefonare al numero 059 775246.
Di fronte alla Rocca il Palazzo Boncompagni (o Barozzi). Costruito a partire dal 1560 per Ercole Contrari «il vecchio», viene attribuito al noto architetto vignolese Jacopo Barozzi, al quale si deve la bellissima scala a chiocciola a struttura elicoidale autoportante.
Sempre in centro troviamo la Casa di Lodovico Antonio Muratori, dove nacque l’illustre storico e letterato (1672-1750), che ospita anche la Scuola di musica comunale.
A Vignola sono diversi i percorsi naturalistici. Tra questi, il percorso Sole, che segue il fiume Panaro fino al Ponte di Marano. Percorribile a piedi o in mountain bike, il sentiero si addentra in un ricco paesaggio fluviale. Su questo percorso si trova il Casale della Mora, ostello dove si può pernottare. Per prenotazioni telefonare al numero 059 764365.
Da diversi anni Vignola promuove in giugno, Jazz in’ It, prestigiosa rassegna internazionale di musica jazz .